 Il primo numero del Web Magazine dell'Istituto Comprensivo Statale di San Calogero è un'iniziativa nata dalla volontà dei ragazzi e dei docenti della Scuola Media, per far conoscere a tutta la scuola e alla cittadinanza le proprie opinioni ed esigenze. Tutte le questioni che possono riguardare la vita scolastica, ma anche più in generale tutto ciò che stimola le nostre riflessioni quotidiane, potrà essere qui pubblicato e aperto all'attenzione di tutti. In una società come la nostra, in cui sembra sempre più difficile educare all'ascolto ed esercitare concetti di democrazia in ogni ambito del vivere sociale, un giornalino scolastico vuole essere un piccolo mezzo per esternare la necessità di essere ascoltati e compresi, e per invitare tutti noi a dedicare un po' del nostro tempo a ciò che nasce dalla penna -e ancora prima dalla mente e dal cuore- dei nostri studenti. Farlo in rete, utilizzando lo spazio del nostro sito web, diventa dunque un'opportunità importante, con l'avvento delle reti di comunicazione di massa anche sul territorio del Comune di San Calogero. Dando ai nostri alunni la possibilità di scrivere e di rendere pubbliche le proprie impressioni, le gioie come le critiche, i suggerimenti come le richieste, vogliamo in primo luogo ascoltarli, e allo stesso tempo stimolarli a riflettere e discutere di sé, della scuola, della società, cercando di farsi ascoltare da noi "grandi", che dobbiamo saper accogliere i segnali, i linguaggi e le esigenze delle nuove generazioni, affinché crescano con noi, condividendo la gioia di vivere, di vivere insieme. Il Dirigente Scolastico Dott.ssa Giovanna P. |
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IN QUESTO NUMERO:
 | EDITORIALE - Il Dirigente Scolastico |
 | Settimana Europea nella nostra Scuola
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 | Contro la Mafia - Corteo a Polistena
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 | Julian's Travel to Italy
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 | Progresso e Natura - Tema premiato |
 | Poesie: "Una vita spezzata"
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 | Impressions of a journey
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 | Rubrica: Le Tradizioni Sancalogeresi
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 | Il carnevale 2007 |
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 Domenica 15 e Lunedì 16 aprile 2007 sono arrivati a San Calogero due piccoli gruppi di insegnanti e alunni dalla Polonia e dalla Lettonia. Sono giunti grazie a un progetto Comenius, che coinvolge anche una scuola greca. Gli insegnanti alloggiavano in albergo, a Casalello, mentre due alunni sono stati ospitati delle famiglie di due alunne della nostra classe. Questi due alunni polacchi hanno frequentato le lezioni insieme a tutti noi e durante il corso delle lezioni assistevano e prestavano attenzione pur non conoscendo la nostra lingua. Con Ania e Julian ci siamo confrontati sulle attività scolastiche che loro svolgono; ci hanno parlato della durata delle loro lezioni (45 minuti), delle materie preferite, degli hobbies e del numero di ore di attività motorie (6 ore, mentre per noi sono solo 2).

Durante la loro permanenza si sono svolte varie attività scolastiche: hanno preso parte alle lezioni di educazione fisica, di strumento musicale, ad un’attività di decorazione vetro e ad un incontro con gli alunni delle terze classi, nel corso del quale abbiamo posto loro delle domande riguardanti la scuola, la famiglia e il tempo libero. Nell'incontro con i docenti delle 3 scuole partner, hanno partecipato anche le due alunne lettoni, con una breve presentazione del loro paese e della loro scuola. Oltre a tutte queste attività scolastiche, noi alunni della 3^A abbiamo organizzato un pranzo pic-nic e abbiamo trascorso con loro una bella serata in pizzeria.
I nostri ospiti sono partiti venerdì 20 aprile, dopo il “Comenius Good-bye Concert”, tenuto da Orchestra e Coro della Scuola Media nella Chiesa del Sacro Cuore.
Tutti noi alunni della 3^A pensiamo che questa esperienza sia stata molto importante perché ci ha fatto riflettere sull’importanza della lingua inglese e ci ha anche aiutato a parlarla meglio. Gli Alunni della Classe III^A
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Il 21 Marzo 2007, primo giorno di Primavera, l’associazione antimafia “Libera” ha organizzato a Polistena(RC) la 12° giornata della memoria e dell’ impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Abbiamo partecipato anche noi alunni di San Calogero, delle classi III della Scuola Media e V della Scuola Elementare, sfilando lungo il Corteo con i nostri cartelloni e bandiere contro la Mafia. Lungo il percorso abbiamo riconosciuto i nostri disegni, esposti insieme a quelli di tutte le Scuole che hanno partecipato inviandone. Sul palco, meta finale del Corteo, molti sono stati i politici impegnati e presenti, quali i ministri Melandri, Minniti, Caselli, Grassi e anche Don Luigi Ciotti fondatore della sopraccitata associazione “Libera”.

La piazza era gremita di tanti giovani, studenti, volontari, sindaci e amministratori calabresi e da altre parti d’ Italia, arrivati lì a dire ancora una volta il loro no alle mafie e ad esprimere la loro vicinanza ai familiari delle vittime lì convenuti, tra cui la sorella di Paolo Borsellino.
Durante il corteo una voce ricordava, i nomi delle persone uccise mentre noi ragazzi e giovani portavamo i vari striscioni che chiedevano giustizia e una nuova società Libera dalle associazioni mafiose e dalle varie crudeltà. Durante il pomeriggio abbiamo assistito a una toccante rappresentazione teatrale di un gruppo di ragazzi sui trampoli, mentre in altre piazze venivano preparati i palchi per i concerti. Purtroppo subito dopo un abbondante acquazzone si è abbattuto sulla cittadina, e non abbiamo potuto partecipare al concerto di Luca Barbarossa e Fiorella Mannoia, ma è stata sicuramente per tutti noi un'esperienza importante. Vincenzo R. - III^A
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Il progresso e la tecnologia sono veramente al servizio dell’uomo, se stanno sconvolgendo il perfetto equilibrio della natura, provocando catastrofi naturali che si stanno susseguendo a ritmo sempre più incalzante?
Nel corso del XX secolo, la società ha subito mutamenti che non hanno precedenti, per qualità e quantità, nella storia dell’uomo. Tutto è cambiato: il modo di vivere, le abitudini, i valori morali, la stessa organizzazione sociale. Il 1900 è stato il secolo delle grandi conquiste in ambito scientifico, che si sono susseguite in modo incalzante, basta pensare che circa un secolo fa si moriva di tubercolosi o altre malattie che oggi sono state debellate definitivamente; non solo, la tecnologia ci offre oltre ai cellulari, la possibilità di contattare un amico che si trova in chissà quale posto sulla Terra con un solo click, stando comodamente seduti davanti al monitor del nostro PC.
Il secolo scorso ricorda anche i lunghi viaggi di milioni di persone, a bordo di una nave, per raggiungere le lontane Americhe alla ricerca di speranze, a cui si contrappongono oggi i confortevoli viaggi in aereo. Le stesse automobili, privilegio di pochi oggi è uno dei prodotti di mercato a largo consumo: basti pensare che una famiglia di medio ceto sociale ne possiede almeno due. Anche nella campagna la tecnologia ha condizionato il modo di coltivare i terreni, offrendo in tempi e costi decisamente migliori a quelli di una volta, una maggiore e migliore produzione. Questo il lato positivo di una stessa medaglia che in realtà contrappone il lato negativo, che soppianta quanto di buono il progresso aveva messo a servizio dell’uomo. Uno dei primi risultati dati da una serie di scoperte chimico-fisiche è stata la bomba atomica “soluzione necessaria” al conflitto mondiale e da qui le armi di distruzione di massa. A partire dagli ultimi decenni, l’uomo ha iniziato a raccogliere i frutti piuttosto acerbi della sua cattiva semina. Conseguenze disastrose si osservano anche con le modificazioni dell’ambiente naturale. Si pensi all’inquinamento dell’aria, dove vengono continuamente riversati gas nocivi emessi dagli scarichi delle automobili oltre che da riscaldamenti domestici e delle industrie, di cui si ritrova traccia anche nei mari e nei fiumi. La Terra sta diventando un grande serbatoio di veleni che piovono dall’alto e vengono riservati nelle acque o direttamente sul terreno. La scomparsa di alcune specie di esseri viventi, gli incendi che ogni anno bruciano ettari di boschi, malattie e allergie una volta molto rare e sconosciute, rappresentano gli aspetti più preoccupanti delle trasformazioni che ogni giorno si compiono a danno dell’ambiente. Solo da poco tempo l’uomo si è posto il problema di correre ai ripari: ha capito che deve difendere l’ambiente se vuole difendere se stesso; prova ne è il fatto che dopo gli ultimi eventi, come l’uragano che ha colpito il Nord Europa, gli Stati si sono riuniti al tavolo delle trattative per trovare soluzioni atte a risolvere il problema ambientale. Dell’inquinamento siamo tutti più o meno responsabili e solo se tutti cambieremo il nostro stile di vita e i nostri comportamenti quotidiani potremmo migliorare la situazione. In città si potrebbe limitare l’uso dell’auto e dei riscaldamenti ci dovremmo abituare a riciclare: carta, plastica, vetro e oltre sostanze che vengono gettate nei rifiuti e riempiono le discariche. I contadini in campagna potrebbero rinunciare ai riserbanti e ai pesticidi in modo da produrre frutti più sani. Lo Stato deve far rispettare alle industrie l’enorme anti inquinamento, deve tutelare il paesaggio e proteggere le zone dove sopravvivano la flora e la fauna, testimonianze di vita che hanno il diritto di essere conservate.
Se vogliamo lasciare alle generazioni future una Terra malata in cui gli animali e le piante vanno scomparendo perché il loro habitat è stato sconvolto dall’azione distruttrice dell’uomo che incoscientemente inquina, disbosca, caccia, costruisce ovunque, dobbiamo abbandonare l’egoismo e osservare le leggi che, anche se tardi, sono state emanate per la difesa dell’ambiente. La natura che ci circonda, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo sono dei beni immensi ed insostituibili. Ma l’uomo è in realtà disposto a rinunciare alle “conquiste” faticosamente raggiunte?
Rosaria F. - I^ A (Tema scritto e premiato al Concorso per studenti "Comunitarium 2007")

Il 20 febbraio per i vari plessi dell'Istituto Comprensivo è stato un giorno speciale perché tutti insieme abbiamo festeggiato il carnevale.
Tutto è iniziato una settimana prima quando, con l’aiuto delle rappresentanti di classe abbiamo comprato e cucito gli occorrenti necessari (parrucche, fondotinta, collane ecc.). La nostra classe ha scelto di travestirsi da indigeni africani, un’altra prima ha preferito il costume da strega e un’altra ancora quello da infermiere.
Noi ragazze di I A abbiamo organizzato un balletto tipico delle popolazioni africane accompagnate dal suono dei tamburi che aveva portato il nostro compagno Antonio e alla fine dell’esibizione abbiamo fatto il giro nelle vari classi continuando a ballare e suonare. Anche le altre classi hanno ballato o recitato alcune scenette molto divertenti.
Alla fine, dopo aver fatto molte foto, siamo andati tutti nell’aula magna e abbiamo consumato i dolcini preparati dai nostri genitori e abbiamo ballato e cantato, grazie ad alcune classi che hanno messo un po’ di musica. Cosi, al divertimento, al piacere dello spirito abbiamo aggiunto quello del corpo!!!
Finiti i festeggiamenti, siamo stati invitati a sfilare dietro a un carro allegorico a Vibo Valentia; lì tutti ci hanno applaudito!!! Arrivati in piazza siamo saliti sul palco dove ci siamo esibiti, anche se c'era una certa competizione con gli altri ragazzi che partecipavano. Siamo tornati a casa felici e divertiti dopo una giornata indimenticabile!
Gli Alunni della Classe I^A
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Una vita spezzata.
E fu così che gli occhi del nostro eroe si chiusero. Sì, il nostro eroe, un uomo che perse la vita per lottare contro la mafia, un uomo che con coraggio e determinazione rischiava la vita ogni giorno. É da ammirare quest'uomo, legato tanto alla famiglia, alla patria, un vero uomo. Com'è ingiusta la vita, non poter più amare le persone che ti stanno accanto, e così, in un attimo, perdere tutto ciò che ti dà la forza di vivere la vita fino in fondo. Tutto questo accade perché l'uomo non ha ancora capito quali sono i veri principi dell'umanità. In questo mondo non c'è più la gioia di vivere, ma solo la paura che un giorno qualcuno ti spezzi la vita. Olga G. - III^B
A Comenius project meeting in Norberg, Sweden.
As one flies over the Baltic, Sweden appears green in colour – the green of meadows and trees which are reflected and mirrored in the waters of lakes. These images contrast sharply with all those houses painted in red, Falun Red. From high above, it appears an almost uncontaminated natural paradise, removed from urban chaos and traffic, where night is late in coming.
The piercing air is softened by the warmth of schoolrooms, romantically furnished with window-curtains, and vases placed on the window-sills. Cabinets and shelves - laden with school materials, as well as the cooking area, seize my attention.
Pupils are willing to take part in activities proposed by foreign teachers and show an earnest interest in picking up a handful of words of my own language, totally unknown to them. Merry boys and girls surround you, kiss you and ask you to autograph their arms. Well-behaved, curious and, best of all, who pay attention to you, happy to display their individual portfolios, covering a span of many years, starting from delivery room photographs.
All this translates into a unique form of enrichment to any teaching practitioner, as well as new set of stimuli for their professional repertoire, leading them to familiarise with a host of alternative ideas, and even making an effort to overcome language barriers.
Mrs Maria Teresa B.
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Since school year 2004/2005 my school (SP 1im. K. Miarki in Rydultowy) has taken part in Socrates Comenius School Development Project.
This year, from 15 to 22 April, we (I mean: me, my school friend Ania Nowak, my headmistress Ilona Lemiesz, deputy head Aldona Skrzyszowska and two English teachers: Maria Szebesczyk and Ewelina Domarecka) had an opportunity to spent a fantastic time in Italy. Primary and secondary school in San Calogero, in Calabria is our partner in the Project. It is such a beautiful country. I visited a lot of interesting places. I was in Rome, Vibo Valentia, Nicotera and Tropea.
I stayed with an Italian family. I met their daughter called Fiorella and their son. They were very friendly and helpful, especially Fiorella. She could speak English so we understood each other. The atmosphere was nice. I had to get up early every day,
because we had to go to school! The school finished at about one p.m.. Than we had dinner with our teachers. In the afternoon we traveled to other places to do sightseeing. We also had an opportunity to see the students’ performances. They showed us brilliant dances and we could listen to Italian songs, and what’s more, they also prepared a musical concert in the church, especially for us! We were really proud that we could be there!!! Once, the students invited us for a picnic. It was really fantastic. We had a great time, although after the picnic we were all wet!- but it’s another story!!!
It’s very difficult to say what I liked most. All the places were wonderful.  The weather was great. It was sunny and warm. I took a lot of photos and I bought some souvenirs. Oh! I forgot. The Italian food is delicious. The most delicious are: pizza, lasagna, spaghetti and ice cream, of course. I also liked all the restaurants. In the Italian school all the students were cool!!! I’d like to be their pen friend. Our school invited some students from Italy to Poland. I’ m looking forward to seeing them. I will be able to show them our school and my hometown. Travel to Italy was interesting. I learned many new things and I saw brilliant places.
Julian S.
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Il torneo del formaggio è una tradizione che si tramanda
da molte generazioni, forse da secoli. Prevede il contribuire all'acquisto delle forme di formaggio, premio per il torneo e si svolge presso le vie vicine al campo sportivo, solitamente nei week-end del periodo di carnevale. Vi prendono parte per lo più uomini adulti, e pare lo praticassero i nostri antenati secondo le attuali regole: - va formato un numero minimo di squadre che contengano un numero variabile di giocatori; - il punteggio da raggiungere si decide all'inizio; esistono vari modi per acquisire punti. Il gioco consiste nel lanciare la forma di formaggio il più lontano possibile. A questo scopo al centro della forma viene praticato un foro attraverso cui far passare poi uno spago; si tiene lo spago alla sua estremità e lo si fa roteare fino a lanciare il formaggio. Vince la squadra che raggiunge per prima il punteggio stabilito inizialmente. Il torneo può essere affrontato anche singolarmente, (in dialetto calabrese "mano a mano"). In passato al posto del formaggio si usava il "rullo" (una forma di legno). Paola L. - II^A
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