IC San Calogero
WEB MAGAZINE

Anno Scolastico 2007/08
Numero 3
Dirigente Scolastico:
Dott.ssa Alida N. Punturiero
A cura di:
I ragazzi della Scuola Secondaria
e della Scuola Primaria
Prof. G.Colloca
Prof. N. Papaianni
Sta per finire l'Anno Scolastico 2007/08. Esce puntuale il terzo numero del Webmag, il giornalino web dell'Istituto.
IN QUESTO NUMERO:
L'Editoriale
XI Festival Teatro Scuola ad Altomonte
Il corso d'Inglese PON
Il coro parrocchiale
... poesie ...
dolci natalizi...?
The birth of Stromboli
Pitti di San Martinu o sussumelli Sono dolci dalla forma romboidale o ovale, molto schiacciati. Gli ingredienti sono:miele d’api, uva passa, mandorle, pinoli, frutta candita,farina, burro. Si amalgamano gli ingredienti ,si fanno con gli stampini le forme e, dopo la cottura, si passa sulla superficie una glasa di zucchero o di cioccolato.
Bilancio assolutamente positivo quello da farsi in merito alla partecipazione del gruppo Teatro dell’Istituto Comprensivo di S. Calogero diretto dai docenti Francesco Saverio Pagano, Beatrice La Torre e Carmen Schipani con la preziosissima collaborazione del Prof Filippo Mazzitello al Festival Nazionale Teatro Scuola di Altomonte.
I ragazzi hanno rappresentato un lavoro tratto dalla commedia brillante di Pippo Scammacca “U cortili da paci” a suo tempo tradotta dal dialetto catanese a quello calabro-san calogerese dal compianto Mimmo Nucera al quale è stato conferito un riconoscimento che purtroppo il regista nicoterese non ha potuto ritirare personalmente perché deceduto pochi giorni prima.
Il patron della manifestazione, Prof Carlo Danza ha quindi ricordato Mimmo Nucera indicandolo come una di quelle tante persone che al teatro dedicano la propria vita, con passione, disinteresse e tanti sacrifici.
I giovani attori non senza emozione ma con perizia e grande partecipazione ai ruoli hanno restituito al pubblico uno spaccato della realtà di un paesino del sud nel ventennio fascista rappresentando il rapporto con la morte e con i morti, quello col medico, il manage familiare, l’approccio extra coniugale, l’antico mestiere del seggiaro, l’apprendistato, l’<>, per altro tanto rivalutato nella nuova concezione dei processi formativi.
E proprio questo aspetto dell’andare a bottega per apprendere il mestiere ha visto la partecipazione del Prof Francesco Saverio Pagano nei panni di un mammone, ritardato apprendista.
Apprezzatissima è stata questa performance che ha visto un insegnante figlio di una sua allieva! Ma sanguigna e disinvolta si è rivelata Federica Zinnà, verace e battagliera intrigante Emanuela Rocco, esilaranti e grotteschi Celestino Mazzeo e Francesco Maccarone, ottima spalla e caratterista Antonio Pisano e, dulcis in fundo, perfettamente calato nella parte, spigliato e grintoso Joseph Ranieli.
Nella loro permanenza ad Altomonte la compagine sancalogerse ha potuto beneficiare dei servizi messi a disposizione dall’organizzazione coordinata dal già menzionato Carlo Danza, dell’ufficio turistico diretto dal gentilissimo Franco Presta e delle disponibili guide turistiche, del teatro-laboratorio dove sono stati tenuti dei corsi di teatro .
Un’altra bella esperienza per i ragazzi si è svolta nell’aula Consiliare del Comune di Altomonte dove è stato simulato un Consiglio Comunale con i ragazzi seduti negli scranni degli amministratori. Interessanti le visite al Museo ed alle chiese di Altomonte, oltre che al borgo antico, tra i più belli d’Italia senza tema di smentita.
Appuntamento con Altomonte è per la serata di gala che si terrà il 31 maggio.

Grazie all’Unione Europea, un gruppo di studenti della scuola media di San Calogero delle classi terze e seconde della nostra scuola sta partecipando ad un corso d’inglese. Si tratta di una serie di lezioni di due ore alla settimana (martedì e giovedì) dalle ore 17:00 alla 19:00 con un’insegnante “madre lingua” che giorno per giorno ci aiuta a parlare meglio l’inglese. Gli argomenti sono molti tra cui le materie scolastiche, i mestieri, parlare e descrivere gli animali, le persone, le cose, ecc. Vi è anche un insegnante della nostra scuola, chiamato ‘tutor’ che non insegna, ma organizza, ci fa firmare i fogli delle presenze, ed altri documenti.
Verso la fine del corso faremo l’esame: si tratta di parlare in lingua per circa 7 minuti con un esaminatore che verrà appositamente dall’Inghilterra. Oltre a rispondere a domande fatte dall’esaminatore, la prova consiste nel presentare un tema detto ‘topic’ che può riguardare la famiglia, gli hobby, gli sport, gli attori o cantanti, ecc.
Noi pensiamo che questa sia un’opportunità unica, perché, oltre ad approfondire e perfezionare il nostro inglese, ci viene offerta la possibilità di prendere un mini diploma.
Ecco il parere di alcuni compagni di corso:
I like the English course because I love English and I want to keep improving it. (Paola)
One of the things I find really useful is listening to the teacher talk English. (Chiara)
I really have fun speaking English during the course. (Giuseppina)
I really look forward to the lessons. (Rocco)
Michele Z. e Lucia C., Classe II-A
“LA NUVOLETTA”
Tu sei la nuvoletta, io sono il vento,
ti porto ove a me piace;
qua e là ti porto per il firmamento,
e non ti do mai pace.
Vanno a sera a dormire dietro i monti
Le nuvolette stanche.
Tu nel tuo letticciuolo i sonni hai pronti
Sotto le coltri bianche.

“LA PACE E’ BIANCA”
I nostri cuori diventeranno bianchi
e bianche le nostre mani,
se conosceranno la pace nel perdono e nell’accoglienza
Pace è la nostra offerta come “dono”
Immediato a chi ha bisogno.
Pace è quando si ha pietà dell’ultimo
quando il ricco siederà a mensa con il povero.
Pace è quando migliaia di bambini non moriranno più di fame.
Pace è quando cadranno le catene della schiavitù dei popoli
quando le grandi potenze innalzeranno
sugli armamenti una bandiera bianca.

“Vespero”
Vespero, stella d’amore,
di tutte le stelle tu sei la più bella.
Stella del Vespero, tutto riporti
Quanto disperse la lucente aurora,
riporti l’agnello,
riporti la capra,
riporti il figlio alla madre…

“Le Ciaramelle”
Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.
Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata né suoi tuguri
tutta la buona povera gente
Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave
sanno quei lumi d’ombra e sbadiglio
di cauti passi di voce grave.
A San Calogero abbiamo il coro parrocchiale formato da trenta persone, ci sono grandi e piccoli, l’età delle ragazze va da nove anni fino diciotto anni. Siamo accompagnati da due maestri uno si chiama Rosario Romano e suona il pianoforte, e l’altro si chiama Antonio Calabria e suona la chitarra. Noi del coro cantiamo alla messa parrocchiale, poi altri giorni siamo invitati a partecipare con il nostro coro a matrimoni, battesimi e funerali. Ogni settimana abbiamo gli incontri del coro per provare le canzoni.
La nostra esperienza del coro ci aiuta a stare insieme e a crescere ogni giorno sempre più per una vita felice. Il gruppo è formato da una o più soliste, mentre noi facciamo la parte del coro. Cantare nel coro è una esperienza bella e emozionante. Con il ricavato dei matrimoni, dei battesimi e dei funerali, organizziamo delle gite oppure delle serate per andare a mangiare la pizza. A Natale il parroco della nostra comunità, ci regala ad ognuno di noi il panettone e i cioccolatini. Noi ancora oggi facciamo questa esperienza, quella del coro che la vorremmo continuare nel futuro. Maria Rosa V., R.

In the town of Palmi, near the sea, there is a mountain called Sant’Elia where in the past the hermit Elia used to live in solitude and prayer. This place has an incomparable beauty, full of lights and perfumes, while far out to the sea you can see the plume of smoke of a volcano. It’s Stromboli which rumbles because inside there is the devil, enchained, who has been punished because he tempted Sant’Elia while he was in penitence. On top of Sant’Elia mountain, still today over a big rock on which one can see the devil’s huge claw-marks, while the slope and the beach are strewn with black pebbles like old carbonised coins.
The legend has it that, after leaving his home town (Enna), Elia moved to Palmi. Since he was looking for a place remote from men, he walked to the top of mount Alias (today is called with his name). Enchanted by the beauty of the landscape, he decided to stop there. He started to build shed, using stone, mud and reeds. His diet consisted of wild fruits and pot-herbs and grubs.
One day the devil decided to tempt him and appeared to him in the shape of a beautiful woman wearing an apron full of fresh juicy fruit. The woman walked into his shed taking off her headscarf and showing her long beautiful blond hair. She said to Elia, in a seductive voice: “What are you doing alone, handsome boy?” He answered: “I’m doing penance, I’m with the lord”. “And what do you eat?” asked the beautiful woman. “Wild herbs and fruits from the fields”, answered the holy man. At that point, the woman undid her apron and showed him some fruit so fresh and sweet-smelling, that Elia almost reached out for some. Just then he cast a glance at the woman and drew his hand back, terrified. He did the sign of the cross and the woman vanished in a ring of fire. Elia hurried out of the shed and started to run toward a high rock, to see the sky and the sea and reach for God.
His heart cheered up, at last. When behind him appeared a man carrying a bag: when he got close to the rock, a tinkling sound came from the bag. The man was mild in appearance and Elia thought he was a tinker, because he was dirty. “Where do you come from, what are you carrying?” asked Elia because he was terrified and he wanted to talk. “I was very fortunate”, said the man and overturned the bag showing Elia a lot of golden coins. He said again: “Look at these coins, take some. What are you doing alone on this mountain. Take this gold and enjoy life!” The coins shone in the sunlight and Elia touched them lightly. Suddenly he understood that this was the devil and then he broke in a shout: “Beelzebub, be curst!” and he started to throw the golden coins over the side of the mountain. When they hit the soil, they became black, like charcoal. As Elia cursed him, out of the devil’s shoulders came bat’s wings, and the stone under his foot became hot as lava. At this point he jumped, and angry sank his claws into the rock, which became incandescent. He flew in a circle of fire, and fell into the sea with a crashing noise. Suddenly a cloud of smoke rose from the sea, and rumbles shook the earth.
When the cloud dispersed, a little black island rose out of the sea, with a great mouth that put in out fire and steam. It is so that Stromboli was born. The devil is still imprisoned therein; the flames are his breath, the roars his shouts.

Adapted from the original Italian version www.maridelsud.com/leggende/stromboli.htm