IC San Calogero
WEB MAGAZINE

Anno Scolastico 2007/08
Numero 1
Dirigente Scolastico:
Dott.ssa Alida N. Puntoriero
A cura di:
I ragazzi della Scuola Secondaria
e della Scuola Primaria
Prof. G.Colloca
Prof. N. Papaianni
   Our in-school competition entitled “Representing my School” was launched towards the end of October. The initiative, targeting first cycle students (primary and lower secondary), aimed to lead to the design of logos which would enhance the school’s image through establishing a visual sense of identity.
To enter the competition participants did not need to register, but simply contribute as few or as many logo graphics as they cared to, individually, in groups or as a class. Given the age of the competition target group, teachers were not only to promote the initiative, but they were also allowed to make improvement suggestions, and even help pupils develop and finalise proposals.
Logo format could vary: computer-skilled contributors could freely design proposals electronically, using graphics software, clip arts, or other software supports; the more artistically talented were encouraged to make the best and the most of their freehand drawing and sketching abilities. To make entries more effective and more fitting, letters, words or a slogan, could be incorporated.
At the deadline date, dozens and dozens of proposals were submitted, above all from lower secondary pupils. Most of the submissions were freehand drawings or sketches, focusing on school-based activities, a handful were more or less finely crafted graphic designs, none were computer-generated. Some - a very few indeed – offered matching slogans.
All entries were taken into account and judged by a competition panel appointed by the school head. The panel included primary and lower secondary teachers who had been selected according to the subject taught, professional experience and curriculum. The pre-determined set of logo evaluation criteria included originality, creativity, graphic finesse, impact.
The selection session took the best part of one morning, for the panel were impressed by the number of contributions and, above all, by the wealth of images displayed. It all came to a close with the three winning entries by lower secondary pupils: first place was awarded to a class, runner-up and third place to individual pupils. To close the session, the jury negotiated a written description of the winning logo entries.
The scanned, resized version of the winning logo can be viewed on our school website, where it has replaced the one adapted from the emblem of the town. In addition, having been placed onto our school headed paper, our newly-selected logo features proudly alongside the logo of the Italian Republic.
This is what our school head, Mrs Punturiero, had to say about the competition:
The logo competition aimed at representing our school did not arise from the wish of a newly-appointed school head, which I am, to focus on giving the school which s/he manages a makeover. The reason is rather more deeply-rooted than that. In the current transition phase schools are called upon to enact a revision process as well as identity, a change of both mission and vision.
The winning logo entry was chosen for it was deemed fit to match the spirit which must enliven our school community.
Prof. Nicola P. - teacher of English
Esperimento riuscitissimo quello messo in atto dalla Dirigente dell’Istituto Comprensivo di San Calogero. All’interno della struttura “palatenda” con settecento posti a sedere, messa a disposizione dalla Banca di Credito Cooperativo di San Calogero che ha provveduto anche ad un ampissimo palcoscenico, la Compagnia Teatrale di Carmine Pagano da Nocera ha rappresentato “In nome di Dio”, dramma narrante la vita e la vocazione di Don Pino Puglisi, Sacerdote ucciso dalla Mafia al quartiere Brancaccio di Palermo nel settembre del ’93.
L’evento è stato vissuto dagli alunni con molta partecipazione attentiva ed emotiva alla vicenda di questo martire di cui Carmine Pagano ha saputo mostrare oltre all’eroismo anche la santità della vita ordinaria, quotidiana che il nostro sacerdote infarciva di pazienza, buon senso, bonomia ed allegria.
Il momento più toccante è stato quello della scelta consapevole di porsi contro il male oscuro che l’avrebbe poi ucciso.
“Dobbiamo come Scuola registrare” dice tra l’altro la Dirigente dott.ssa Alida Nella Punturiero, “l’ennesima conferma di come l’uso di linguaggi e metodologie alternative alla classica lezione frontale, specie per temi come la legalità ed altri temi che costituiscono sfera importante del mondo della vita dei nostri alunni, sia proficua occasione d’apprendimento e di interiorizzazione dei valori ai quali la Scuola punta con tutte le sue forze.”
Rimane la preoccupazione della Dirigente per la mancanza di spazi adeguati per i futuri appuntamenti con il teatro, anche per quello prodotto dal laboratorio della Scuola stessa.
Prof. F.Saverio P. - Progetto Teatro
IN QUESTO NUMERO:
Editoriale
School LOGO Competition
La BCC compie trent'anni
Il vino a scuola
Tema: Telethon
Dalla scuola Primaria alla Secondaria
Proverbi Natalizi
La vita di don Puglisi in scena
Filastrocca della castagna
2008: Anno Nuovo, Vita Nuova
Natale a San Calogero ieri e oggi
I proverbi esprimono la saggezza antica di un popolo. Essi sono basati su frasi sintetiche e rimate come una poesia; si tratta di brevi testi di grande efficacia espressiva, che, una volta impressi nella memoria collettiva, non si cancellano piü. Attraverso i proverbi le comunità del passato tramandavano oralmente alle generazioni successive, esperienze e insegnamenti utili per orientarsi e destreggiarsi nelle difficoltà della vita quotidiana.
Con un’intervista ai nonni, gli alunni della I^ A hanno trovato diversi proverbi sulla tradizione natalizia.
* Veni Natali, non aju dinari, mi pigliu na pippa e mi mentu a fumari.
* Veni Natali, non aju dinari, mi curcu nto lettu, mi votu e mi giru, e no pigliu rigettu.
* U 6 è di Nicola, 1’8 è di Maria, u 13 è di Lucia, u 25 du' veru Missia.
* A San Martinu ogni mustu è binu, ma si boi u ti fai na 'mbriacata hai u m’aspetti a Mmeculata (pacchI ancora non è maturu e ti faci mali!).
* A Natali vinu a cannali, ma a Pasca va’ chianu ca no t’abasta.
* Prima Natali, no friddu e no fami, doppu Natali friddu e fami!
* Natali ch'i toi e Pasca a duvi voi.
* Si boliti vidiri na mala stagiuni, Natali o suli e Pasca o focuni.
* Quandu sentiti i friscarotti sonari,chistu jè u signu c’arrivau Natali.
* Stefanu Stefanali, nescisti nu jornu doppu Natali.
* Di Santa Lucia a Natali ujornu crisci nu passu i cani, di Natali mpoi crisci di nu passu i voi.
* Si mangia bonu tn boti l’annu: a Pasca, a Natali e Capudannu.
* A befania tutti festi si porta via. (E si toma a scola!)
San Calogero in festa: la Banca di Credito Cooperativo dà il via a tanti festeggiamenti, e tutto il paese ne fa parte. Sabato 24 e domenica 25 novembre la banca di San Calogero che festeggiava i suoi trent’anni ha intrattenuto tutti gli abitanti dei paese, a partire dai più piccoli per arrivare alle persone più adulte. La banca si è rinnovata esteticamente, dandosi un aspetto molto più originale di quello precedente.
I vari festeggiamenti prevedevano:
• La consegna di cinque borse di studio, assegnate per la vincita di un concorso che la banca stessa aveva organizzato;
• L’allestimento di un gran buffet organizzato dall’Istituto Professionale Alberghiero di Vibo Valentia;
• Le bande musicali di diversi paesi che hanno sfilato per le vie del paese;
• La proiezione del filmato sui pupi;
• Il concerto dei ragazzi di strumento musicale della scuola media di San Calogero;
• L’esibizione della scuola di danza di San Calogero, e molto altro ancora...
E per finire, i fuochi pirotecnici, che hanno concluso la serata in modo strabiliante, regalando un sorriso a tutti i bambini. E stato un vero spettacolo e possiamo solamente ringraziare la BCC per questi momenti meravigliosi!
PaolaL., Domenica F., Rocco C., Chiara C., Giusy P., Emanuela R. - classe III^A.
Nel passare dalla scuota primaria alla secondaria abbiamo notato molte differenze tra te due scuole; la primaria è più semplice, la secondaria di primo grado è più complessa, con un maggior numero di materie e di attività.
Per noi e stato un cambiamento molto spiacevole, perché ormai eravamo tanto affezionati alle nostre maestre e anche a tutta la scuola, che per noi era come la nostra seconda casa con un’insieme di amici e compagni. It primo giorno di scuola secondaria eravamo molto emozionati e pensavamo di non ritrovarci insieme, ma poi abbiamo scoperto con nostro grande sollievo, che, nella formazione delle classi alla secondaria, hanno mantenuto gli stessi gruppi della primaria.
Era questo che noi volevamo perché noi, come classe siamo stati sempre uniti e ci avrebbe rattristato una eventuale divisione.
La Dirigente ci ha accolto con molto affetto mettendoci a nostro agio per farci sentire di meno te difficoltà netta nuova scuota. Come abbiamo letto prima, abbiamo riscontrato motti cambiamenti, ad esempio una nuova lingua: il francese che per noi perô è stato piacevole incominciare a studiare e anche altre nuove materie, ad esempio: la tecnologia, educazione artistica e tante altre, che in futuro ci serviranno nella vita di tutti i giorni.
Oltre a questo c’è un’altra nuova materia che a tutti piace moltissimo, la musica; questa è particolare perché ogni ragazzo facendo un test viene scelto per imparare a suonare quel preciso strumento. Ci sono quattro opzioni: it clarinetto, la chitarra, il pianoforte e la batteria. Ma per alcuni è stata una delusione per non essere stati scelti.
Con questo abbiamo parlato di questo nostro cambiamento che nei primi giorni ci ha provocato un certo disorientamento, ma the ora abbiamo superato e ci troviamo bene netta nuova scuola.
M.Grazia R. M.Rosa V., Michela Z.
Classe I^ A
   Cominciato un altro Anno Scolastico, la vita dell'Istituto Comprensivo si anima di nuovi eventi ed emozioni, nonché di nuove persone. Anche il WEB Mag torna puntuale, presentando nuove firme, nuove attività, nuove impressioni da raccontare e anche alcune novità nella grafica. Eccolo crescere insieme alla Scuola e a chi la vive dall'interno, eccolo presentarsi ancora in rete per tutti voi che passate a leggerci.
Buona lettura!
Vicino alle montagne
si raccolgono le castagne.
Nascono in un riccio
poi mature cadono sul terriccio.
Con la loro buccia marrone
fanno pensare a un calabrone.
Sono cicciotelle gustose e belle.
Cotte a puntino in un camino
sono la gioia di ogni bambino.

Alunni classe IV^ B - Scuola Primaria
Dalle vicine montagne
Arrivano tante castagne.
Son tutte marroncine,
e di sotto son gialline
e tanto, tanto belline.
A scuola le portiamo
nel refettorio le cuciniamo
e tutti insieme le mangiamo.
La loro polpa farinosa
È davvero deliziosa.
I bambini gridano
Urrà! Urrà!
E la castagnata
Finisce qua.

Alunni classe IV^ A - Scuola Primaria
A San Calogero e Calimera, due piccoli paesi di collina in provincia di Vibo Valentia, il Natale viene festeggiato quasi come una volta anche se alcune cose sono cambiate.
II Natale allora era molto atteso, anche perché rappresentava un giorno felice, cioè il giorno più bello dell’anno perché si sentiva lo spirito del Natale, ormai invece al tempo di oggi viene festeggiato come un giorno normale.
Noi ragazzi della 2°A vogliamo parlare di alcune tradizioni come per esempio I giochi molto amati dai bambini, tra cui quello delle “noccioline” che consisteva nel mettere tre nocciole a castello e uno alla volta, i giocatori, dovevano lanciare un’altra nocciola e tentare di buttare giù il castello costruito in precedenza;poi c’è “battimuro”, in cui il primo giocatore doveva lanciare contro ii muro una moneta e l’altro giocatore doveva tirare la propria moneta in modo che andasse a cadere vicino a quella del primo giocatore, vinceva chi per primo riusciva a toccare con il palmo della mano le due monete.
Per ultimo c’era un gioco chiamato “barritta”, in codesto si giocava buttando per terra una barritta, termine dialettale, bisognava dare calci, la vinceva chi per prima la toccava. Oltretutto a Natale si invitavano sempre i parenti e si offriva loro l’anice, e per tradizione ogni cosa ne doveva avere e in pii veniva messa anche nel caffè.
Per questa occasione venivano preparati molti cibi tradizionali, come per esempio la pignolata, e le cosiddette “curude” il 24, cioè delle piccole ciambelle con dentro l’uva passa. Un’altra tradizione era quella di mangiare,sera della vigilia, stocco e baccalà. A mezza notte poi, veniva celebrata la Santa messa con canti dialettali, e aspettando la nascita di nostro Signore, si cantava,suonava e ballava.
II segno che rappresentava il Natale era il presepe, visto che ancora non c’era l’albero di Natale.
Invece oggi, alcune tradizioni sono andate perdute: ad esempio, i giochi che vengono fatti oggi, sono Ia tombola e il gioco delle carte, mentre si attendono i fuochi d’artificio. Una delle tradizioni che però sono rimaste in uso ancora oggi, è quella delle tredici pietanze che comprendono: curude, zeppole, panettone, torroni, sussumelle, verdure, broccoli, cavolfiori, pesce, baccalà, stocco, un primo piatto di pasta a base di frutti di mare, frutta secca, Iegumi, Ienticchie e fagioli, accompagnati con cime di rape. E dopo Natale,ovvero il 26 è usanza cucinare il brodo di pollo.
   Un anno nuova sta arrivando, il 2008.
Ormai siamo ai margini, mancano pochi giorni alla mezzanotte del 31 dicembre, giorno in cui si saluta il vecchio anno e si accoglie il nuovo, con una grande festa in famiglia con amici e parenti con una cena dove non possono mancare sulla tavola cotechino o zampone con contorno di lenticchie, insalata,pesce,melograno e spumante. Essi sono i nostri piatti tradizionali, anche se ad alcuni piace cambiare il cibo tradizionale.
Allo schioccare della mezzanotte il cielo si illumina di colon vivaci dei fuochi pirotecnici e anche in televisione si festeggia l’arrivo del nuovo anno sperando che sia un ampio di gioia, felicità per tutti. nel nostro paese si usa per noi ragazzi che ancora non possiamo sparare i fuochi pirotecnici, ci prepariamo con le bombette a libera vendita.
Un problema molto grave che scorre però nel nostro paese è quello dell’utilizzo di pistole,fucile altre armi a fuoco il quale è vietato l’utilizzo in questi giorni, perché ogni anno molte morti e feriti. Mentre aspettiamo la mezzanotte giochiamo molto a tombola, carte, hotel, raccontare barzellette, fino a quando mancano pochi minuti alo schioccare della mezzanotte, quando tutti ci prepariamo a sparare lo spumante ed abbracciarci e darci gli auguri di buon anno, telefonare e mandare S.M.S. ai migliori amici e parenti per augurare loro ‘Buon Anno’.
Oggi sedici ottobre a scuola è un giorno diverso, abbiamo deciso di fare il vino. Verso le ore 10.00 scendiamo tutti nel refettorio, dove sono disposte tante sedie e ognuno prende posto. Sul palco sono sistemate tre cassette piene d’uva e un grande tino. Un maestro ci spiega che quest’anno nella nostra scuola svilupperemo il progetto “Alimentazione e salute”.
Inizia dicendo che il nostro corpo è una macchina meravigliosa e preziosa e per funzionare ha bisogno di diverse sostanze; che tutte le sostanze che ci servono le prendiamo dal cibo. Continua il discorso dicendo che, essendo l’uomo un mammifero il latte è di fondamentale importanza per Ia sua sopravvivenza, visto che, è un alimento primario che si incomincia a bere dal seno materno sin dalla sua nascita.
Dopo questa spiegazione, il maestro, dice di aver bisogno di alcuni volontari per pigiare I’uva. Si offrono come volontari 5 bambini appartenenti alle classi IV e V del nostro istituto. Mentre i compagni volontari si preparano mettendosi delle buste ai piedi e si arrotolano i pantaloni fin sopra le ginocchia, tutti gli altri a turno ci avviciniamo al tino e incominciamo a buttare dentro, i grappoli d’uva. C’è un clima di allegria e il succo schizza un po’ addosso a tutti. Finito di pigiare I’uva, lasciamo riposare il mosto che abbiamo ottenuto, torniamo in classe dove facciamo delle riflessioni sull’esperienza fatta.
II giorno dopo un profumo di mosto riempie il refettorio, il succo è pieno di bollicine. Al terzo giorno il mosto è pronto per essere spremuto; prima si separa il succo dalla buccia e dai raspi, e poi si spremono questi ultimi. Il mosto viene messo nelle damigianette dove continua a bollire. Dopo una settimana non si vedono più bollicine e si decide che le damigiane si possono tappare, in attesa di fare il primo assaggino.
Alunni classe IV^ A
Andando avanti con gli anni, col progredire delle conoscenze dell’ uomo e grazie a nuovi ed innovativi materiali di ricerca purtroppo si viene a conoscenza di nuove malattie, queste sono genetiche o infettive, rare o meno e purtroppo a volte sono molte pericolose. Per poter riuscire a debellarle c’è bisogno della ricerca scientifica. Gli scienziati cooperano insieme e fondano dei gruppi per scovare nuovi geni, così da poter conoscere nei minimi particolari la malattia e con queste informazioni si possono produrre antidoti e vaccini. Ma poiché in Italia non vengono stanziati abbastanza fondi per far progredire la ricerca scientifica è nata una fondazione chiamata Telethon per far avanzare la ricerca per la cura delle malattie genetiche rare. Inizialmente era nata con lo scopo di far progredire la ricerca sulla distrofia muscolare, ma dopo pochi anni si è allargata. Per poter raccogliere fondi si organizzano donazioni e maratone ma la più importante è la maratone televisiva che dura sessantuno ore sui i principali canali Rai. Si organizzano anche piccole donazioni nelle comunità e nelle scuole.
Anche nella nostra scuola abbiamo organizzato una raccolta fondi. Oltre alle donazioni volontarie alcuni docenti si sono impegnati a preparare delle ciambelle con lo zucchero, per ogni classe sono state chiamate due ragazze per aiutare gli insegnanti. Al suono della campanella, che segnava la seconda ora, delle alunne sono venute nelle classi per ritirare le donazioni volontarie e per chiedere quante ciambelle avevamo intenzione di comprare. Nell’intervallo le stesse sono venute a distribuire le ciambelle. Ogni ciambella è stata venduta al prezzo di 0,50 € e l’intero è stato devoluto alla fondazione Telethon. Infine gli alunni della scuola che suonano lo strumento musicale hanno tenuto un breve concerto e cantato alcuni brani. Dopo aver finito di suonare l’ultimo brano la professoressa Columbro, in rappresentanza di tutti i docenti, ci ha ringraziato per l’aiuto offerto alla ricerca scientifica. Dal 1991 ad oggi Telethon ha dato un contributo economico alla ricerca di oltre 230 milioni di euro e sono state fatte oltre 460 scoperta scientifiche, grazie ad essi si è stati capaci di curare gravi malattie, e di salvare numerose vite umane. Oggi grazie A Telethon la cura di numerose malattie genetiche è molto è più semplice.
C’è un caso che mi ha molto colpito: questo è di un bambino che ancora nel grembo della madre è stato colpito dalla sindrome Omenn e per curarlo gli sono state trapiantate delle cellule staminali, precedentemente prelevate dalla madre. Ora, questo bambino, è sano e sta bene.
A mio parare questa fondazione ha un fine molto importante perché ci educa ad essere solidali e a collaborare tutti insieme, perché ognuno di noi donando anche un piccolo contributo può essere molto d’aiuto all’umanità.